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Fino a qualche anno fa le palestre erano completamente stereotipate e standardizzate con macchinari isotonici: da qualche anno però stiamo vedendo la rinascita di attrezzatura non convenzionale.

Con il termine non convenzionale ci riferiamo a tutti quegli attrezzi non conformi all’idea che ha la nostra generazione (quali le sopracitate macchine isotoniche): è qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi, originale.

In base a questa definizione, ogni strumento ginnico che si discosti dalla corrente di pensiero sarebbe quindi definibile come non convenzionale: basti pensare ad attrezzi quali i kettlebell (o Girya), portati in auge da Pavel, un tempo non erano altro che unità di misura utilizzate presso i mercanti russi e nessuno si sarebbe sognato di accomunarli ad un bilanciere.

Eppure, oggi, tutti conoscono ed utilizzano i kettlebell in palestra e nessuno si sognerebbe mai di affermare che una “palla di cannone con una maniglia” (Pavel T.), possa essere fuori luogo in una palestra. Non discriminate un oggetto che potrebbe diventare un utile attrezzo per i vostri allenamenti solo perché ad oggi nessuno ha saputo vedere, come per l’esempio del kettlebell, in una banale unità di misura “una palestra che si può tenere in mano” (Pavel T.).

Non voglio però parlarvi di attrezzi che ad oggi rientrano nella quotidianità delle palestre, quali TRX, corde navali, sacche d’acqua, clavette, martelli…ma tutti quelli che ancora non sono famosi.

La relatività del termine “non convenzionale” rende arduo classificare con precisione quali attrezzi appartengano o meno a questa famiglia. Molti autori hanno dato le loro definizioni a riguardo ma ritengo che la definizione di Nicola Sacchi sia una delle più adeguate:

…sono oggetti che si muovono liberamente nello spazio. Sono ciò che serve al corpo per migliorare la propria abilità di gestire movimenti e sovraccarichi. Non sono le classiche macchine da palestra, ma oggetti rudimentali con caratteristiche diverse da sfruttare a seconda del tipo di stimolo che si vuole dare al corpo. Non presentano guide o strumenti che ne controllano il moto. Il termine non convenzionale indica proprio che non sono i comuni strumenti che si trovano in una palestra moderna. In pratica sono gli attrezzi che si trovavano nelle palestre del passato quando il fitness ed il body building non esistevano ancora.

(Dott. Nicola Sacchi)

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Volendo elencare alcuni di questi attrezzi troviamo: pneumatici, mazze, sacchi di sabbia, fusti di birra, tronchi, sfere di cemento o comunissimi massi, slitte, gioghi… e la lista è lunga!

Alcuni di questi oggetti si trovano già in natura (massi, tronchi), altri occorre procurarseli o costruirseli (fusti di birra, sacchi di sabbia), altri ancora, per quanto di nicchia, sono acquistabili da fornitori specializzati (Atlas stones).

Per portare qualche esempio, nulla meglio che provare qualche esercizio per scoprire alcuni attrezzi non convenzionali come il Bear hug Squat eseguito con la Sandbag: Disponetevi sopra alla sacca, avendo cura di mantenere la lordosi lombare, abbassatevi in squat, raggiunto il punto in cui riuscirete ad afferrare la sacca tiratela verso di voi e velocemente abbracciatela stringendola forte a voi in modo che non possa cadervi. Avendo cura di mantenere le regole esecutive di un buono squat, eseguite il movimento per le ripetizioni stabilite. Con la Sandbag possiamo oltretutto eseguire una variante dello squat caricando l’attrezzo in spalla, ed eseguendo così uno Shouldering squat dove il concetto esecutivo non è molto diverso dal precedente esercizio. Differisce da un normale squat perché il peso si trova solamente su una spalla, ma le regole non cambiano: bacino in antiversione, petto in fuori e scapole addotte, addominali contratti e spingere le ginocchia in fuori se necessario. Attenzione nella fase in cui portate la sacca in spalla a non iperestendere eccessivamente la schiena ed a mantenere il controllo addominale.

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Uno dei miei attrezzi preferiti è il pneumatico che si presta ad una miriade di usi da solo ed in combinazione con altri attrezzi. Porto l’esempio del Tyre Flipping: Vi occorre un pneumatico da camion oppure di qualche veicolo più grande, ponete lo stesso a terra come una ciambella, disponetevi su di un lato, abbassatevi in stacco e afferrate il margine inferiore. Da questa posizione solevate il pneumatico, infilate un ginocchio sotto, ruotate i palmi delle mani e spingete la gomma fino a farla cadere sulla faccia opposta. Riposizionatevi e ripetete ma assicuratevi di rispettare le regole esecutive dello stacco. Un altro interessante utilizzo del pneumatico lo troviamo nel Tyre Deadlift dove andrete a collocarvi all’interno del pneumatico e, abbassandovi in stacco, ruotate i palmi delle mani verso l’esterno ed afferrate il margine interno della gomma. Da questa posizione (rispettando le regole base dello stacco), sollevate il pneumatico avendo cura di mantenerlo orizzontale.

Un esercizio eseguibile con un’ampia gamma di attrezzi non convenzionali è il Farmer Walk: per questo, è necessario essere forniti di un peso (che può essere un’Atlas, dei dischi, dei kettlebell…quello che si ha a disposizione!), stabilizzare la schiena, attivare la muscolatura scapolare e cominciare a camminare per una distanza stabilita. A seconda dell’attrezzo utilizzato si avrà uno stimolo diverso ed una diversa attivazione dei muscoli deputati alla presa. Ricordatevi di respirare tenendo sempre l’addome contratto.

Già più comuni in campo atletico sono le Slitte. Che abbiate a disposizione una slitta professionale o che trasciniate un copertone, l’utilizzo è sempre lo stesso, implementare l’esplosività degli arti inferiore. Potrete legarveli alla vita oppure spingerle utilizzando così anche le braccia.

L’attrezzo a me più caro, per il quale ho scritto un libro d’allenamento “Macebell Manual”, è il Macebell e la sua versione più leggera lo Sladgehammer (mazza per demolizione): è un attrezzo asimmetrico che mette duramente alla prova la forza di presa e la capacità stabilizzante della muscolatura addominale. Questo attrezzo, crea leve e forze centrifughe e, se utilizzato correttamente, sfruttando al massimo le sue potenzialità, risulta essere un efficace strumento di complemento per allenare tutto il corpo e come il pneumatico può essere utilizzato da solo oppure combinato con altri attrezzi per creare numerose varianti.

Che usiate uno o l’altro attrezzo, l’importante è essere consci di eseguire i movimenti con la tecnica corretta, evitare infortuni e saper scegliere l’attrezzo più indicato in base all’obiettivo ricercato ed alla persona che si deve andare ad allenare: ed è proprio questo, che fa la differenza, tra spostare un copertone ed eseguire un Tyre Flip, tra spaccare la legna ed eseguire un LumberJack con una mazza, tra farsi male o essere distrutti il giorno dopo ed allenarsi con la testa.

Chiunque scelga di utilizzare questa tipologia di attrezzi, deve essere in grado di pensare fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo essere consapevole dei limiti prestazionali ed articolari delle persone che si andranno ad allenare.

Un bravo personal trainer non deve ragionare per attrezzi ma deve essere capace di “VEDERE” le forze, gli angoli e le resistenze che agiscono in un dato esercizio, essere in grado di manipolarle e controllarle, indipendentemente dal tipo di attrezzo che si è scelto di utilizzare.

Inoltre, un allenatore non può limitarsi ad imparare degli esercizi con questi riscoperti attrezzi, bensì deve interiorizzare dei movimenti e farli a sua volta interiorizzare a chi allena.

Sta all’abilità ed all’esperienza di un bravo Trainer selezionare l’attrezzo giusto in base alla persona da allenare.

Esistono una miriade di motivi per cui si dovrebbero integrare i propri allenamenti con degli esercizi eseguiti con attrezzi non convenzionali:

  • Miglioramento di Coordinazione, equilibrio e propriocezione

Componenti indispensabili per padroneggiare meglio i movimenti. Nel momento in cui si è in grado di controllare e gestire il corpo si è anche in grado di utilizzarlo al meglio per ottenere una prestazione migliore.

  • Aumento del controllo e della stabilità articolare

La pratica regolare ed il continuo incremento di difficoltà dei movimenti in gesti sempre più complessi e/o con carichi sempre più elevati, garantisce un costante miglioramento delle capacità di controllo del corpo.

  • Facilitare la vita quotidiana

L’allenamento non è solo una pratica a fini sportivi: in alcuni casi risulta essere fondamentale al fine di semplificare i gesti della vita quotidiana. Molti dei dolori che le persone avvertono nel corso della vita come lombalgie, mal di schiena in genere, dolori articolari a ginocchia e spalle, gambe pesanti, fastidi al collo, rigidità articolari, senso di stanchezza e affanno al primo sforzo, sono tutti problemi causati dalla sedentarietà e dalla mancanza di attività fisica.

  • Miglioramento estetico

Attraverso l’esercizio fisico i muscoli aumentano di forza e si tonificano, questo porta ad innalzare il proprio metabolismo facendo siche il corpo utilizzi le proprie riserve di grasso e quindi dimagrisca. Come risultato si ottiene un fisico tonico ed asciutto e armonico, ma allo stesso tempo, atto (funzionale) agli sforzi ed alle richieste fisiche più svariate.

  • Miglioramento prestazione sportiva

Fornendo degli input motori radicalmente diversi da quelli forniti dalle attrezzature convenzionali si è in grado di ampliare il bagaglio motorio degli atleti. Questo darà allo sportivo una marcia in più, poiché il suo cervello sarà in grado di risolvere i problemi motori proposti in modi innovativi spiazzando gli avversari.

In conclusione non abbiate paura di sperimentare nuovi attrezzi e nuovi metodi d’allenamento: siate aperti alle novità, commerciali o meno, che il mondo vi offre e sappiate distinguere ciò che può veramente essere un valido e nuovo compagno d’allenamento per infondere sempre stimoli nuovi nei vostri clienti e a voi stessi con sfide sempre nuove.

NON SEGUITE LE CONVENZIONI, CREATENE DI VOSTRE!!!

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